Premio Carlo Nobile

premio carlo nobile2Timeo dice che ai Greci, quando incontrarono le donne daune, strette in abiti scuri, cinte di larghe fasce, con alti calzari, con un bastone tra le mani ed il volto tinto di un certo colore rosso fuoco, vennero in mente le Erinni delle rappresentazioni tragiche.”

Timeo, FrGrHist IIIB F55

“Si dice che in un luogo chiamato della Daunia si trovi un tempio dedicato ad Atena Achea, nel quale sono consacrate le scuri di bronzo e le armi dei compagni di Diomede e di Diomede stesso … Tutti i Dauni ed i loro vicini si vestono di nero, uomini e donne, a quanto pare, per questo motivo: le donne troiane, che erano state ridotte in cattività e condotte in questi luoghi, temendo di subire una terribile schiavitù da parte delle mogli che gli Achei avevano lasciato in patria, bruciarono, a quel che si dice, le loro navi, sia per sfuggire la servitù incombente, sia per costringere gli uomini ad unirsi con loro, obbligandoli così a restare. Certamente su di esse si è espresso bene anche il poeta (Omero): infatti è possibile vedere, a quanto pare, queste donne dai lunghi pepli e dalla scollatura profonda.”

Pseudo Aristotele, Racconti meravigliosi,
109 a-c

L’ opera richiama i nostri più antichi miti. Ispirata all’abbigliamento arcaico delle donne dei Dauni, riprende il motto dell’ amico Carlo Nobile “Vieste, città di Venere”. Quella Venere “abitatrice del Gargano” che trasformò i compagni di Diomede in striduli uccelli. Ancora oggi, dalle isole Tremiti, le Diomedee invocano il loro re.
La scultura è realizzata in alabastro ed è interamente lavorata a mano da Carlo Gentile.

LITHOS
di Gentile Raffaele
Via C. Battisti 37
71019 Vieste (Fg)
Tel. 0884/702241
Cell. 346/9603809
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